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Dostojevski

ho letto alcuni dei suoi capolavori...
e sicuramente apprezzo di più quelli scritti nel decennio 1860/1870, quando la passione e l'intreccio della trama non lasciano ancora troppo spazio alla riflessione politica o letteraria. amo soprattutto quei testi scritti per essere pubblicati a puntate, perchè la trama è così piena di colpi di scena e semi-rivelazioni che non puoi fare a meno di andare avanti a leggere...e a passare nottate sotto la luce opaca della bajour sul comodino.
ma è soprattutto altro che amo di lui e della sua arte:
la capacità di dipingere i luoghi: bastano poche parole, due pennellate veloci e distratte, per far figurare alla mente le scene, gli spazi, i colori e gli odori dei luoghi che descrive. per farmi vedere, attraversare e vivere san pietroburgo. per farmi figurare i suoi ponti, i suoi lampioni, le sue vetrine e i suoi marciapiedi. le persone che la respirano.
la sua capacità di cogliere l'animo umano: nelle sue più varie sfaccettature, nei suoi caratteri più eccessivi ma allo stesso tempo più normali. nel far questo riesce a cogliere spesso i miei di moti d'animo. ma nella maniera più diversa da quella che racconta: diversa per situazione, per il personaggio, per il sentimento stesso. ma quel sentimento è capace di richiamare degli aspetti così profondi dei miei che alla fine li faccio miei. li rielaboro e me ne approprio. li vivo così come vivo san pietroburgo e i moti opachi e profondi dei suoi personaggi.

Pubblicato il 3/8/2007 alle 22.35 nella rubrica books.

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